4 November 2026

San Carlo Borromeo Vescovo

Patrono di: Lombardia, Peschiera Borromeo, Rovato, Rocca di Papa, Casalmaggiore, Portomaggiore, Salò, Nizza Monferrato, Fiesso d'Artico, Marcallo con Casone >>> altri comuni

Protettore: catechisti, direttori spirituali, malati di stomaco, meleti, seminaristi, vescovi

Canonizzazione: 1 novembre 1610, Roma, papa Paolo V

Luogo reliquie:Scurolo di San Carlo

Fa parte di: Santi del Piemonte, Santi della Lombardia

AGIOGRAFIA PREGHIERA NOVENA SANTINO DEDICAZIONI

San Carlo, fulgida gloria della Chiesa, nacque ad Arona sul Lago Maggiore il 2 ottobre 1538 dal conte Gilberto Borromeo e Margherita de’ Medici, nella stanza detta all’epoca “dei Tre Laghi” e oggi chiamata “di San Carlo” in suo onore. Venne battezzato poco dopo nella chiesa parrocchiale di Arona.

Gli studi e la conversione Dopo i primi studi, fu inviato all’Università di Pavia per studiare diritto; qui gli giunse la notizia che uno zio materno, il cardinale de’ Medici, era stato eletto Papa col nome di Pio IV. Dobbiamo riconoscere che egli cedette, in gioventù, alle consuetudini mondane del suo secolo; ma la morte del fratello Federico gli mostrò la vanità delle cose umane. Docile alla voce di Dio, riformò completamente se stesso e i suoi familiari, dandosi a una vita austera e penitente.

Cardinale e Arcivescovo di Milano Poco più che ventenne fu creato cardinal segretario del Papa e in seguito nominato arcivescovo di Milano. Come segretario, lavorò con zelo indefesso per il Concilio di Trento e poi per l’attuazione pratica dei decreti emanati dal concilio stesso.

titolo S. Carlo assiste lo zio morente Pio IV autore Raymond Balze anno 1856

Morto Pio IV, suo zio, San Carlo lasciò Roma per recarsi alla sua sede arcivescovile, allora ridotta in condizioni tali da scoraggiare qualsiasi tentativo di riforma. Ma l’arcivescovo non indietreggiò: con prudenza e fortezza si diede ad abbattere e poi a riedificare. Pubblicò subito i decreti del Concilio di Trento, praticandoli egli per primo: eliminò dal suo palazzo ogni pompa secolare e vendette quanto aveva di superfluo, donandone il ricavato ai poveri.

Le riforme e l’attività pastorale Convinto che il mezzo migliore per riformare il popolo fosse formare buoni sacerdoti, seguendo le norme del Concilio fondò diversi seminari e istituì la Congregazione degli Oblati.

Infiammato da zelo apostolico, percorse più volte la sua vasta arcidiocesi nelle visite pastorali. Visitò anche Roma, il Piemonte, Trento, la Svizzera e molti altri luoghi, ovunque portando l’esempio della sua pietà. Nei suoi viaggi visitava i santuari più celebri, lasciando ovunque segni della sua profonda devozione.

titolo S. Carlo Borromeo comunica un appestato autore Carlo Saraceni anno 1618-19

La peste di Milano La sua carità e il suo zelo risplendettero soprattutto durante la terribile peste di Milano, scoppiata mentre egli si trovava in visita pastorale nel 1572. Mentre i personaggi più illustri fuggivano terrorizzati, San Carlo tornò prontamente in città, organizzando l’assistenza agli appestati, il soccorso ai poveri e l’aiuto ai moribondi. Era il primo ovunque, sempre d’esempio. Per invocare l’aiuto divino, indisse processioni di penitenza alle quali partecipò a piedi scalzi e prescrisse preghiere e digiuni.

Alla peste seguì una gravissima carestia, e il santo prelato, dopo aver dato tutto ciò che possedeva, vendette i mobili dell’arcivescovado e contrasse anche forti debiti per soccorrere i bisognosi.

Gli ultimi giorni Nell’ottobre del 1584 si ritirò sul Monte Varallo per un corso di esercizi spirituali. Lì si ammalò e, trasportato a Milano, spirò il 3 novembre dello stesso anno.

Fonte: santodelgiorno.it