San Senatore è una figura avvolta nel mistero: non abbiamo documenti certi che narrino la sua vita, le sue opere, né le circostanze precise del suo martirio. Eppure, la sua memoria è rimasta viva per secoli tra la gente di Albano Laziale, grazie soprattutto alle catacombe che portano il suo nome e al culto che in quel luogo si è sviluppato. È l’esempio di come, nella Chiesa antica, la fede si intrecciava con il territorio, l’arte, l’architettura sotterranea e la devozione popolare. Le Catacombe di San Senatore si trovano ad Albano Laziale, lungo la Via Appia Antica, al XV miglio da Roma, sotto la chiesa di Santa Maria della Stella. In origine quel sito era una cava di pozzolana romana: un ambiente naturale e poi antropizzato, sfruttato per il materiale da costruzione, che con il tempo venne riadattato anche ad uso funerario cristiano. L’uso funerario del sito comincia probabilmente entro la fine del III secolo d.C., e prosegue nel IV secolo, fino ad una fase di decadenza, con alcuni usi sporadici nei secoli successivi fino al IX/XI secolo. Il Martyrologium Geronimianum o Martyrologio di San Girolamo, tra le fonti antiche, cita il nome di San Senatore, confermando che il culto era ben radicato a partire almeno dal primo millennio. Le catacombe presentano cripte con iscrizioni sepolcrali, sia pagane che cristiane, e diverse pitture affreschi che coprono un arco temporale che va dal IV/V secolo fino al XI/XII secolo. Un affresco databile al IV/V secolo presenta l’immagine di San Senatore come giovane, con tunica e pallio, figura aureolata, ubicata nella cripta a lui dedicata. Vi è anche un affresco di età bizantina nel quale Cristo Pantocrator è raffigurato tra la Madonna e San Smaragdo, che testimonia la continuità del culto e la stratificazione artistica del sito fino al Medioevo. La festa di San Senatore è celebrata il 26 settembre, secondo il calendario liturgico locale e secondo le menzioni in fonti antiche. La chiesa di Santa Maria della Stella sorge sopra le catacombe, nella posizione che si presume fosse quella della chiesa dedicata a San Senatore. Ci sono evidenze tradizionali e archeologiche che confermano che già in età medievale si venerava il santo in quella zona. Le catacombe stesse furono luogo di pellegrinaggi e miracoli attestati da fonti antiche locali: ad esempio il De Locis del VII secolo parla di una “ecclesia Sancti Senatoris, ubi et Perpetua iacet corpore et innumeri sancti et magna mirabilia ibidem geruntur.” “una chiesa di San Senatore, dove giace anche Perpetua nel corpo, e dove si compiono numerosi prodigi”. Non conosciamo con precisione quando vivette San Senatore: non ci sono fonti che riportino la data del suo martirio, né la sua età, né le circostanze specifiche “perché fu arrestato, da quale autorità, in che luogo, ecc.”. Non è documentato un testo agiografico antico credibile che contenga una “vita” dettagliata: la sua figura è più che altro ricostruita a partire dalla venerazione locale, dalle catacombe, e da menzioni liturgiche o topografiche. Anche il nome “Senatore” è noto solo da fonti liturgiche e archeologiche: non sappiamo se fosse il suo nome d’uso o se fosse un titolo o un soprannome trasformato in nome di culto. Pur nella scarsità di dati, San Senatore resta un simbolo potente: C’è in lui la testimonianza di fermo radicamento locale: la fede che emerge lì dove la comunità cristiana cresce, anche in ambienti che prima servivano altri scopi come la cava. La trasformazione di un luogo di lavoro in luogo sacro segna la vittoria dell’eterno sull’utile, del sacro sul profano. Le catacombe come luogo di sepoltura dei martiri sono centri di memoria, luoghi dove la fede si cristallizza nella pietra, nei muri, negli affreschi, negli altari sotterranei. Ciò che è avvenuto lì seppure nel silenzio parla ancora oggi: il martirio, l’intercessione, la speranza in un oltre. La stratificazione artistica, dalla pittura paleocristiana a quella medievale, implica che il culto non è stato un fenomeno passeggero, ma ha resistito nel tempo, trasformandosi, adattandosi, ma mantenendo viva la memoria del santo. San Senatore è patrono non solo nel senso formale, ma come presenza spirituale: coloro che visitano le catacombe nella quiete dell’ipogeo, che guardano gli affreschi, che immaginano le tombe, percepiscono una continuità con i martiri antichi. È una presenza silenziosa ma viva.