Oggi la Chiesa ci raduna intorno alla figura di Maria Santissima Addolorata, la Madre dei Dolori. Non celebriamo un’astrazione o un ricordo lontano: celebriamo una Madre viva, che conosce le nostre lacrime, perché ha conosciuto le proprie. Il 15 settembre segue immediatamente la festa dell’Esaltazione della Croce. Ieri abbiamo contemplato la Croce gloriosa di Cristo, segno della vittoria sulla morte. Oggi contempliamo la Madre che, sotto quella Croce, non fuggì, non si ribellò, non cadde nella disperazione, ma rimase. Rimanere accanto al Figlio crocifisso: questo fu il suo martirio, più profondo di qualsiasi altra pena. Questa festa non nacque per decreto freddo, ma dal cuore del popolo cristiano. Da secoli i fedeli hanno guardato a Maria come alla Madre che comprende i loro dolori. Nel Medioevo sorsero confraternite, processioni, canti. I Servi di Maria diffusero la meditazione dei Sette Dolori: momenti della vita della Vergine in cui il suo cuore fu trafitto, dall’annuncio profetico di Simeone fino alla deposizione del Figlio nel sepolcro. Nel 1814, Papa Pio VII volle estendere questa festa a tutta la Chiesa. Era reduce dalle prigionie napoleoniche, e riconobbe che la Madre dei Dolori era stata sostegno nei giorni della persecuzione. Da allora, il 15 settembre è giorno in cui tutta la Chiesa si stringe intorno a Lei. Cari fratelli, Maria Addolorata non ci insegna a fuggire il dolore, ma a trasfiguralo. Non ci dice: “Non soffrirete”, ma ci mostra come ogni sofferenza, vissuta nella fede, può diventare via di salvezza. Il dolore, senza Cristo, diventa disperazione. Il dolore, con Cristo, diventa partecipazione alla sua Pasqua. Maria lo testimonia con la sua vita. Guardandola oggi, vediamo che le sue lacrime non sono di rassegnazione, ma di speranza. Sono le lacrime di una Madre che sa che il Figlio, dopo il Venerdì Santo, sarebbe risorto all’alba di Pasqua. La Madre Addolorata è immagine della Chiesa: una comunità che conosce persecuzioni, ferite, incomprensioni, ma non smette di credere. Come Maria, la Chiesa non abbandona il suo Signore, anche quando il mondo lo rifiuta. E come Maria, la Chiesa non abbandona i figli, specialmente i più sofferenti. Quando vi sentite soli, quando la vita vi sembra troppo pesante, ricordate questo: sotto la Croce c’era Maria. Non fuggì, non cedette, non si disperò. E quella Madre è la stessa che oggi veglia su di voi. Celebrare la Madonna Addolorata non è fissare lo sguardo sulle tenebre, ma imparare da Lei che ogni notte può diventare aurora. Con il suo cuore trafitto, Maria ci guida a Cristo: e se ci teniamo per mano a Lei, nessun dolore potrà toglierci la speranza.